Una città che resiste e riparte

Una città che resiste e riparte

Intervento del consigliere Paolo Cazzanelli del 26.01.2022
Video completo disponibile a questo link, dal minuto 18:52s

[18:52s]   Resistenza e ripartenza

“Resistenza e ripartenza”: con queste parole, il sindaco ha introdotto la discussione sul DUP e sul bilancio, il 12 dicembre scorso. Parole nelle quali troviamo un incipit politico molto chiaro.

Vorrei condividere con l’aula – più che i dettagli tecnici, già ampiamente e  sapientemente esposti dai dirigenti e dal direttore generale – alcune riflessioni che credo aiutino a comprendere la linea d’azione espressa nei documenti stessi.

Due concetti apparentemente opposti:

La resistenza esprime un atteggiamento “di difesa”, volto a contrastare un problema. Ad esempio, i nostri nonni hanno resistito duramente durante la guerra e anche noi ora, con le dovute proporzioni, resistiamo davanti alle sfide che la pandemia ci pone;

La ripartenza, al contrario, esprime un atteggiamento “generatore”, uno slancio verso il futuro. Esprime speranza, fiducia, ottimismo, motori di azione indispensabili in questo momento.

Oggi questi aspetti servono entrambi, poiché nessuno da solo darebbe una risposta adeguata alle sfide e alle circostanze del momento storico che stiamo vivendo:

  • concentrarci sulla resistenza, ci renderebbe eccessivamente prudenti e potrebbe renderci impreparati e sfiduciati quando (speriamo al più presto) la morsa della pandemia si allenterà;
  • puntare solo sulla ripartenza sarebbe invece miope e irresponsabile, perché ci porterebbe a trascurare le difficoltà e le sfide quotidiane che ci sono ancora.

In questo senso, l’equilibrio fra questi due atteggiamenti esprime un disegno politico responsabile e sostenibile per la nostra città.

[22:04s]    Ma cosa significa concretamente oggi “resistere e ripartire”?

Prima di addentrarci concretamente nell’analisi del DUP, vale la pena di soffermarsi sulle circostanze in cui ci stiamo muovendo.

Come ci ha ricordato il consigliere Chemotti, diverse sono le dinamiche che non dipendono dal nostro Comune, ma che impattano sul nostro territorio e sulle nostre decisioni e azioni e che sollevano altrettante preoccupazioni.

Ne sono esempi: 

  • la pandemia e le crescenti implicazioni sociali che ne derivano: record dei contagi sempre più incalzante, ospedali prossimi alla saturazione, commercianti in difficoltà, disagi importanti in ogni classe di età;
  • la crescita del prezzo delle materie prime, grave freno alla ripresa delle attività economiche;
  • le tensioni geo-politiche (in particolare quelle tra Ucraina e Russia) che si traducono in un problema umanitario molto serio e aggravano il tema della bolletta energetica del nostro Paese (sono mancate purtroppo, negli ultimi decenni, le riforme nazionali indispensabili sul fronte degli approvvigionamenti energetici);
  • l’elezione del Capo dello Stato, che sta purtroppo rallentando l’azione politica (speriamo che sia solo una breve parentesi perché in questo momento non abbiamo bisogno di incertezze, ma servono decisioni opportune e responsabili per proseguire nel piano di riforme);
  • i piani europei, a cui Comune e Provincia si dovranno adeguare, come le decisioni riguardo l’alta velocità ferroviaria.

Questi esempi non vogliono essere una rassegna negativa, anzi, ci sono anche segni positivi:

  • il PIL è in crescita;
  • per fortuna, ci sono i vaccini.

Ho tuttavia voluto evidenziare alcune condizioni che potrebbero essere usate come alibi per non agire, ma io credo fermamente che le difficoltà si possano tradurre in stimoli per concretizzare la responsabilità alla nostra azione politica.

[25:21s]    Le relazioni e i dialoghi istituzionali

Ora vediamo come il contesto descritto impatta sul nostro Comune.

Cito un monito che il Presidente Mattarella ci ha ripetuto più volte in questi anni: serve una leale collaborazione tra istituzioni. 

Abbiamo visto questa leale collaborazione! 

  • tra i Paesi europei: finalmente l’Europa ha costituito il primo debito pubblico sovranazionale. Si tratta di un segnale forte, perché indice di UNA Europa che crede nel doversi rialzare tutta insieme. Questa unità è la giusta via per fermare il populismo che troppo spesso sale sul carro dell’Europa non per opportunità, ma per opportunismo.:
  • all’interno del governo nazionale, composto da forze politiche indubbiamente eterogenee tra loro, ma coese e impegnate per la ripresa economica del Paese. Abbiamo raggiunto un tasso di crescita del PIL prossimo al 6%, un incremento che non si vedeva da decenni in Italia e di cui il nostro Paese ha estremo bisogno per contrastare l’elevato debito pubblico nazionale.

Questo dialogo mantiene un’importanza fondamentale e strategica anche a livello locale. Mi riferisco al rapporto tra Roma e le Province e soprattutto tra le Province e il territorio, e quindi tra le Provincie e i Comuni.

La struttura stessa del PNRR rispecchia la necessità di questo costante dialogo per raggiungere gli obiettivi preposti: oltre 60 obiettivi all’anno con cadenze anche settimanali.

Il bisogno di sinergie istituzionali è esplicitato anche dal modo in cui è concepito il PNRR, che non a caso è articolato in obiettivi centrali, obiettivi regionali, obiettivi comunali e obiettivi per le singole aziende.

Il PNRR riconosce nell’unità delle azioni delle nostre istituzioni la chiave della ripresa economica e sociale. Non sarà l’ultima opportunità per l’Italia, ma sicuramente è una grande occasione che non va sprecata.

Altra parola chiave che accompagna la sinergia è senz’altro la velocità: dati gli obiettivi, i progetti devono essere redatti nell’arco di pochissimo tempo, attuati e concretizzati entro due anni.
La velocità è quindi un tema imprescindibile, che evidenzia nuovamente la necessità di un dialogo trasparente e reciproco tra le istituzioni: se ci sarà una azione comune, sincronizzata, Roma con le Regioni, Regioni con le Province, le Province con i Comuni… allora sapremo cogliere questi benefici.

È innegabile che il Comune di Rovereto ha bisogno della Provincia di Trento, così come è altrettanto innegabile che la PAT ha bisogno del Comune di Rovereto e degli altri Comuni: questo legame storico è un patrimonio sul quale dobbiamo fondare la ripartenza come città e come Provincia per dare il nostro contributo anche a livello nazionale. 

  • La nostra città ha bisogno del Polo della Protezione Civile: ne ha bisogno subito, sono passati troppi anni di carte. 
  • La nostra città ha bisogno di chiarezza sulle nuove RSA.
  • La nostra città ha bisogno di una sede per il liceo Depero.
  • La nostra città ha bisogno di uno studentato.

Tutti questi punti ed anche altri di cui abbiamo già parlato, sono definiti nel protocollo di intesa con la Provincia; servono tutti per resistere e per ripartire.

Quello che chiediamo alla Provincia e che dobbiamo fare assieme alla Provincia è avere chiarezza sugli obiettivi e sui tempi di realizzazioni degli obiettivi. Sappiamo che le risorse sono limitate e proprio per questo è necessario un dialogo trasparente, volto a definire priorità e possibilità: le decisioni prese vanno poi concretizzate in piani ed azioni, senza rimandare o cambiare idea in corso d’opera.

È un auspicio. Il dialogo coinvolge due attori, questo è il senso del recente appello dei Civici sul giornale: «per fare il bene della società e assicurare lo sviluppo equilibrato dei territori tutte le istituzioni dell’ordinamento democratico devono agire con spirito di unità e coesione nell’interesse superiore della comunità». Invito quindi, con simpatia, il consigliare Angeli a rileggere l’articolo per cogliere questi aspetti, senza lasciarsi influenzare dal titolo ad effetto giornalistico. Attenzione anche a citare i Testi Sacri con l’esempio della pagliuzza e della trave: confermo che noi Civici auspichiamo ad un dialogo costruttivo tra le istituzioni e, se questo per alcuni è una trave, sono felice di averla e di usarla magari per costruire qualcosa.

[31’35] Atteggiamento Civico

I Civici sono attivi e propositivi all’interno della maggioranza che governa oggi la città, senza pretese che tutto quello che chiediamo e proponiamo venga accolto: siamo consci dei limiti imposti dalle risorse finite del bilancio. In questo sta la forza del dialogo all’interno della maggioranza e anche fra maggioranza e opposizione, in cui crediamo mettendoci in gioco con trasparenza e proposte concrete. Spero, per quanto riguarda la sfida della digitalizzazione, di essere riuscito a offrire una proposta senza offese e senza sminuire il lavoro o il contributo di altri. 

Ferisce in questo senso leggere on-line consiglieri che definiscono il lavoro di quest’aula una “finta democrazia”, “tutte inutili” le proposte che vengono approvate, “cortigiani” i consiglieri di maggioranza. Tuttavia credo che i fatti testimonino che in questo Consiglio c’è un atteggiamento diverso: si vede nell’ottimo lavoro congiunto di questi giorni, si vede nell’incontro non certo scontato con i nostri parlamentari, con la commissione speciale emergenze; e ancora, si vede nei contributi emersi ieri, anche negli interventi dell’opposizione.

Tutto questo non è un lavoro che definirei inutile, anzi: speriamo che un Consiglio che lavora così proficuamente per il bene collettivo, pur con le opinioni e le divergenze dettate dalle diverse posizioni politiche sia di buon auspicio per la ripartenza della città.

[33:20s] i numeri del DUP

Mi accingo quindi a osservare e valutare i numeri del bilancio e del DUP, entità strettamente correlate fra loro. Si tratta di documenti corposi che traducono i descritti intendimenti del Sindaco e della Giunta, squisitamente politici, in azioni concrete e operative.

  • 59 milioni di spesa corrente:
    finanziano l’attività nel nostro Comune che salvaguarda l’ordinarietà, pur nella straordinarietà e nelle urgenze della pandemia. Proseguire  con un’ordinarietà è fondamentale, in linea con la resistenza: continuare a compiere quelle azioni quotidiane che servono a tutti i cittadini, alle aziende, ai professionisti.
  • La spesa corrente è tuttavia diminuita rispetto a 10 anni fa, di circa 10 milioni, stante l’impegno dell’amministrazione comunale a contribuire all’efficientamento dei processi, garantendo comunque la fluida operatività della macchina amministrativa. Per questo la maggioranza ha sostenuto investimenti idonei a rendere i processi più efficienti e più efficaci, come ma non solo la digitalizzazione.
  • La spesa corrente è finanziata per oltre il 50% da fondi propri del Comune: questo è un indicatore di solidità importante e dimostra l’opportunità delle azioni intraprese anche attraverso società in house che oggi danno una liquidità importante al Comune, che quindi può contenere la tassazione.
  • Aiuti alle attività economiche: l’amministrazione ha mantenuto le tassazioni sostanzialmente invariate dove possibile e soltanto laddove assolutamente necessario ha apportato aumenti minimi.
    Penso agli aumenti della tariffa dell’acqua, nell’ordine di poche decine di euro all’anno. Mentre non sono state aumentate altre tariffe ancorché di servizi in perdita: penso ad esempio ai parcheggi, le cui tariffe sono tra le più basse se confrontate con realtà similari, sebbene il nostro Comune sia tra quelli con il maggior numero di posti per abitante.

Queste sono azioni che il Comune ha compiuto in sostanziale autonomia, senza aspettarsi azioni sovra-ordinate.

[37:00s] Investimenti

  • 27 milioni di Investimenti: una cifra importante per il nostro Comune, sia nell’ottica della resistenza sia nell’ottica della ripresa.
  • Quasi €700.000 euro di aiuti alle attività economiche
  • interventi per la cultura, per il turismo, per le scuole, per i musei, per lo sport, interventi per il sociale, i progetti di occupazione, il coinvolgimento di SMR… non mi dilungo, li abbiamo visti assieme. 

I numeri del DUP e del bilancio manifestano un’azione politica ragionevole, intelligente e concreta, per quanto è stato possibile.

Con risorse infinite indubbiamente sarebbe stato bello fare anche molto altro, ma nella situazione che ben conosciamo credo che siano state individuate e valorizzate le priorità della nostra città.

[38:00s] Riduzione fondi PAT

Mi permetto di evidenziare un punto critico, ossia la riduzione degli stanziamenti provinciali.

Siamo passati da 7 milioni euro all’anno, ridotti poi a €800.000 all’anno e a zero oggi.

Siamo passati da una visione di 5 anni, poi di 3 anni e a nessuna visione oggi.

E’ una riduzione che fatico ad esprimere, non si può raccontare, non si può nemmeno definire in termini percentuali: non si può dire che c’è stato un calo del 20% o del 100% perché è una divisione su zero, numericamente indefinibile.

Mi riallaccio quindi al ragionamento politico iniziale in merito al dialogo tra le istituzioni: se ci sono difficoltà, è bene saperlo perché è giusto affrontarle insieme.

Dobbiamo attivare e sfruttare le intelligenze di tutti per trovare le soluzioni.

Ad esempio, attivare un piano di indebitamento? È un’ipotesi, ma la ricerca delle soluzioni va condotta in una chiarezza di contesto e di dialogo: non vanno bene, quindi, dal mio punto di vista, frasi generiche e incompiute perché le decisioni che dobbiamo prendere devono essere rapide ed efficaci. (Nell’arco di mesi un’azienda senza chiarezza di numeri e senza una visione di bilancio fallirebbe)

Finisco il mio intervento riproponendo le parole del Presidente della Repubblica: auspico ad una leale collaborazione tra le istituzioni, un dialogo istituzionale per resistere e ripartire. 

Grazie per l’attenzione.

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